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Tavola da Surf di Dragon Ball

Tavola Surf Con Disegno Goku Ssj3


Questa è l’imitazione di una tavola il cui originale si prefigge lo scopo di cavalcare le onde più alte dell’oceano.

Una dedica ai bambini. Un tentativo di avvicinarli probabilmente al mondo del surf. Un’impresa naturalmente fuori dalla portata di questo oggetto che vede come aspirazione massima da richiedere alle sue contenute prestazioni quella di essere sormontata in mari piatti e calmi. Diversamente rispetto ad una comune tavola da surf infatti questa è di dimensione più schiacciata: più corta e più larga. Tutte le tavole, anche se ognuna in modo diverso, sono lunghe, slanciate e aerodinamiche. Questa però le imita in maniera molto “goffa”. L’altezza è infatti di soli 104 cm (una tavola da surf è alta almeno come chi la monta) e la larghezza rimane invariata su entrambi i lati a circa la metà della misura dell’altezza (una tavola da surf presenta bordi aerodinamici e forma affusolata e la misura della larghezza è nulla se paragonata a quella dell’altezza).

Solo nelle estremità le altezza subiscono delle rientranze e gli spigoli presentano quattro angoli arrotondati. Pensiamo però che ciò sia stato congegnato solamente per garantire l’incolumità dei bambini e delle altre persone che fanno uso di questa tavola. L’aerodinamicità però ne risente molto in quanto anche la pinna che nella zona posteriore a contatto con l’acqua ha il compito di “tagliare” le onde in questo modello non è presente. Anche la forma generale è molto lontana dal modello da surf. Il materiale che lo compone è il poliuretano: molto simile al polistirolo pressato, le sue capacità sono quelle di galleggiare e di mantenere l’impermeabilità. Comunque un altro passo rispetto ai materiali con i quali avviene l’assemblaggio di una tavola da surf. Il paragone con essa perciò non regge e bisogna considerare questa come una tavola ma niente di più. Non rappresenta il meglio per bambini che devono ancora imparare a nuotare i quali sarebbero più sicuri con braccioli e salvagenti. Effettivamente c’è di meglio anche per chi vuole imparare a cavalcare le onde, ma chissà che in età ancora molto prematura questo non sia un buon inizio. Il laccetto nero che va avvolto con il suo strappo attorno alla caviglia è utile per chi, molto piccolo, vuole imparare.
Legarlo al polso è consigliabile a chi semplicemente non vuole lasciare alla deriva la tavola ma non ne fa uso.

Portarla ovunque con sé, anche nelle acque più alte, è sconsigliatissimo sia a chi è bravo a nuotare (sarebbe faticoso trascinarla e difficile da cavalcare) sia a chi non ha ancora imparato (un salvagente sarebbe molto meglio). Un uso un po’ singolare sarebbe quello di sdraiarvisi sopra per prendere il sole ed abbronzarsi. Forse finora questa pratica è stata solamente “brevettata” ma mai messa in atto, comunque è pur sempre un’idea. È molto meglio utilizzare questa tavola in una piscina, privata naturalmente, dove può ispirare qualche fantasioso passatempo e dove soprattutto non si corre il rischio di perderla a causa delle contenute dimensioni dell’ambiente. La sera, durante giornate piovose, o semplicemente quando si decide di rimanere a casa si possono avere le idee confuse riguardo dove, e magari come, sistemare la tavola.

Colui che non si pone molti problemi lascia l’oggetto in garage, nello sgabuzzino o magari in soffitta in mezzo a tanti oggetti che poco hanno a che fare tra loro. In effetti chi non ha posto in casa non può fare altrimenti ma è importante almeno non lasciare la tavola in una stanza impolverata perché verrebbero stravolte moltissime norme igieniche le quali vanno rispettate in quanto il giorno successivo si farà nuovamente utilizzo di questa tavola. Non ci si faccia illusioni. Chi ritiene che qualsiasi deposito sia buono purché conservi intatta la tavola commette una grossa leggerezza.
Lasciare in mezzo alla polvere e allo sporco un oggetto in poliuretano e permettere che esso si sporchi non è una mossa astuta se si fa fede solo in un secchio d’acqua ed un po’ si sapone per rimettere le cose a posto.

Il poliuretano è infatti un materiale difficile da pulire. Nonostante esso sia liscio presenta piccoli fori atti al traspiro dell’aria e qui la polvere potrebbe facilmente penetrare risultando poi difficile da asportare. Se si è coscienti di fare utilizzo della tavola ad intervalli di lunghi lassi di tempo non è per niente saggio lasciare che essa si impolveri perché al riutilizzo sarà inevitabilmente impolverata.
Ma un oggetto del genere può venire utilizzato anche in inverno. Moltissime piscine offrono infatti le loro vasche al pubblico anche durante i mesi invernali; tantissime altre le mettono a disposizione solo in quel periodo. Ma l’opportunità più grande non è quella di simulare l’ambiente marino, disponibile durante l’estate, anche in inverno. Durante Novembre, Dicembre, Gennaio e Febbraio di può approfittare della neve che cade magari non in città ma sicuramente sulle montagne. Se infatti si fa uso di una tavola in acqua perché non fare lo stesso sulla neve? D’estate la tavola da surf, d’inverno la tavola da snow…

Questa tavola tra tanti difetti ha il pregio, se vogliamo, di poter essere utilizzata in entrambi i contesti poiché non ha caratteristiche particolari circa un ambito che la rendono inopportuna in un’altra situazione. La semplicità in questo caso è l’arma migliore. Una tavola semplice e spontanea: un ripiano liscio senza attacchi né pinne che può per questo motivo venir adoperata sia su acqua sia su neve. Il poliuretano non risentirà di questo cambiamento e la tavola non subirà conseguenze.
L’unica differenza in fondo tra neve a acqua risiede solo in uno sbalzo di temperatura: parliamo della medesima sostanza chimica che passa dallo stato semi-solido a quello liquido sottoposta a diverse temperature atmosferiche. Non bisogna però lasciare la tavola esposta ai raggi solari, di montagna o di mare, durante troppe ore consecutive senza adoperare dei piccoli accorgimenti: si rischierebbe di farla scolorire.
È bene ogni tanto bagnarla, girarla, farvi ombra anche soltanto sedendovisi sopra su un appoggio però regolare perché il peso del corpo non graviti tutto al centro o ai lati della tavola deformandola.
Stiano molto attenti quindi coloro che fanno uso dell’oggetto come fosse, per esempio, una porta da calcetto tenendola in piedi con dei pezzi di legno. Le dimensioni in effetti non sono granché sproporzionate ma una faccia della tavola, rivolta necessariamente contro-sole, scolorirebbe. Una pratica del genere, anche se forse un po’ bizzarra, è consigliata di sera quando il sole è ormai tramontato (o quasi) o se la tavola rivolgesse al sole la sua faccia non colorata. Infatti il polistirolo può scolorire al sole ma non subire altre gravi conseguenze.

Esso è un materiale isolante e anche in ora di punta non risentirebbe minimamente dell’alta temperatura. Lo stesso discorso si può quindi affrontare all’inverso: il polistirolo non risente di temperature alte ma nemmeno di temperature basse. Anche per questo non è sconsigliato utilizzarlo in inverno. Per il resto, quando la fantasia ha ormai dato tutto ed un’ultima trovata sarebbe impossibile da escogitare, non resta altro da fare se non posare definitivamente il polivalente oggetto.
Siccome luoghi impolverati sono da evitare la tavola va riposta all’interno delle mura domestiche. La stanza ideale, guardacaso, è la cameretta di una bambino. Se non viene usata per un periodo più o meno lungo sotto una cassapanca dove verrebbe anche riparata dalla caduta della polvere (dentro o non entrerebbe o sarebbe rigata e sciupata dagli altri giocattoli) sarebbe l’ideale.
Se invece si tratta solo di una sistemazione temporanea il suo posto è vicino ad altri oggetti inerenti la serie televisiva di Dragonball o appoggiato ad una parete che però non deve essere bianca perché i suoi colori accesi non le donerebbero.
Si presta anche un armadio.
Dentro al mobile però si riproporrebbe la minaccia della polvere, anche se in maniera minore rispetto ad un garage. Se venisse appoggiata fuori invece la tavola potrebbe essere invasiva o ingombrante nel momento in cui un’anta venisse aperta.Inoltre un armadio è in genere bianco, comunque mai rosso o giallo quindi si riapre anche il discorso circa i colori. Questo oggetto si acquista in un negozio di giocattoli per bambini (non altrove perché non viene considerato un oggetto sportivo) a circa 10 euro.

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